Condanna virtuale
2025
Pietro Boz e Claudio Deangelis
6/17/20252 min read


Titolo: Condanna virtuale
Autori: Pietro Boz, Claudio Deangelis
Tecniche realizzative: Modellazione 3D, rendering, integrazione di elementi generati con AI, testo francese, supporto schermo 45”
Capi d’accusa o d’imputazione
Durante il suo random militare Napoleone Bonaparte ha depredato le grandi dimore italiane, musei e biblioteche, impoverendoli, trasferendo in patria tesori e opere d’arte incommensurabili non ancora del tutto, ai giorni nostri, restituiti.
Ha abbattuto diffusamente quelle mura urbane, a scapito dei crolli delle abitazioni di prossimità, che per secoli hanno marcato i margini delle città a rafforzare l’identità dei luoghi, quello stesso senso identitario privato alle comunità locali, ma sostituito da NB di tanto in tanto con residui, tracce e insignificanti lacerti murari nel paesaggio.
NB ha sottomesso le autorità locali alle sue volontà e altresì condizionato le politiche urbane fino alla dissoluzione degli spazi originari per effetto di un’Urbanistica d’importazione, ossia estranea e inconciliabile con il linguaggio dei nostri luoghi.
Va tuttavia giudicato come l’impegno personale che il concittadino Giovanni Antonio Delavo, animato da un sincero spirito patriottico, profuse per il centro museale costruito a proprie spese sul campo di Marengo, in quell’utopia dove sono “…costantemente indirizzati i ricordi e le aspirazioni dell’Italia che rinasce”; ma sul piano storico fu (vittima) mal ripagato ancor prima dal mondo politico di quel tempo e in seguito dall’Imperatore Napoleone III (nipote di NB) che, con autorità indiscusse, non poterono fare a meno di sacrificarlo ad un destino rovinoso e mortale.
Consideriamo l’azione di NB non di “Salvatore della Patria” come è stato descritto nella storia e nella letteratura, ma di Conquistatore quale è stato nella realtà del suo tempo: giudicato Redentore e ritenuto Seduttore ha trascinato nella sua impudenza la Vita comunitaria nei nostri luoghi.
Il senso delle sue gesta, del suo potere assolutista e degli scontri politici e militari si traduce in una “Apocalisse” dei nostri territori, così costernati di conflitti, di violenze e di guerra, dove, per similitudine teologica, “I suoi peccati si sono accumulati fino al cielo (Ap. 18,5)”.
Per tutto questo condanniamo virtualmente NB al massimo della pena contemporanea.
Dal 14 al 29 giugno 2025, Villa Delavo, sede del Museo di Marengo, ha accolto un evento di grande rilievo che intrecciava arte, storia e memoria collettiva. L’occasione era la celebrazione dei 225 anni dalla Battaglia di Marengo, episodio fondamentale nella storia europea e nella vicenda di Napoleone Bonaparte.
All’interno del programma espositivo trovava spazio una raffinata mostra di arte orafa, realizzata dai maestri orafi di Valenza. Il percorso includeva anche una selezione di disegni progettuali e tavole artistiche, che illustravano il processo creativo alla base della realizzazione di un gioiello, dalle prime idee fino alla fase conclusiva.
L’iniziativa non si limitava a una semplice commemorazione storica. Alcuni artigiani hanno scelto di indagare l’aspetto più intimo e complesso della figura di Napoleone, mettendone in luce fragilità, ossessioni e contraddizioni. Altri, invece, hanno proposto una lettura critica del suo carattere dominante, arrivando a costruire una rappresentazione simbolica che assumeva la forma di un processo contemporaneo nei confronti del celebre generale.
Condanna virtuale

